Manifesto del “Calorismo”

“Un manifesto è una dichiarazione pubblica che definisce ed espone i principi e gli obiettivi di un movimento o di una corrente politica, religiosa o artistica e di coloro che decidono di aderirvi”. 

Questo è il motto del Calorismo e nasce nel giugno 2016, qualche anno prima ancora del termine “Calorismo”. 

Che cos’è il Calorismo

Il Calorismo è una parola coniata dall’artista Giuliano Negretto per rappresentare la sua arte, in quanto non trovava una corrente artistica in cui identificarsi. Il “Calorismo” è un tipo di arte che Negretto ha sviluppato. “Non è colore ma calore!” è il motto della sua arte, in quanto i colori vengono sviluppati dal calore della fiamma ossidrica. Il Calorismo, oltre a sfiammare per colorare, serve a modellare e plasmare a fuoco e a caldo, dando così, molto spesso, quel tocco di movimento e dinamicità. Il calore permette quindi di passare da un materiale freddo e inerte come l’acciaio alla realizzazione di opere uniche e suggestive fatte di movimento e soprattutto di colore donandogli nuova vita . Il Calorismo trasmette emozioni positive, brio, vivacità, calore e colore.

 

Come e dove nasce

L’artista comincia sin da giovane a lavorare, prima come apprendista batti lamiera in carrozzeria, poi come dipendente fabbro, apprendendo così le vere tecniche della forgiatura del Ferro Battuto e l’uso del maglio. Poi, divenuto un abile artigiano, frequenta e lavora presso un carpentiere dove impara i vari usi e tecniche dell’acciaio inox, sia per l’arredamento e sia per costruzioni strutturali. Un’esperienza ultra ventennale di lavoro artigianale. In questo periodo Giuliano intraprende anche degli studi per la sua formazione personale ed artistica. Comincia a capire meglio se stesso e gli altri, l’estetica e l’arte.

Negretto inizia dapprima nell’officina degli amici, dove lavorava come artigiano: dopo il lavoro, spesso fino a notte fonda (il momento migliore secondo l’artista per creare e sviluppare nuove idee). Comincia in questo modo a sperimentare e a creare i primi quadri in acciaio, poi evolvendosi a sempre più prodotti artistici, sempre e solo tramite l’ausilio degli strumenti che utilizzava direttamente nel lavoro giornaliero.

Nel finire del 2009 si cominciano ad intravedere le prime sfiammate sull’acciaio, qualche sporadico quadro in acciaio con le prime tecniche del Calorismo. Mancano ancora nove anni prima di definirla tale. Successivamente, grazie alla grande disponibilità dell’amico Andrea Cozza, che lo ospita fornendogli dello spazio nello storico sito dell’impresa edile di famiglia, ha la possibilità di creare oggetti d’arte di altre dimensioni per poter esporli anche nella spettacolare mostra permanente allestita nel solaio dello stesso stabilimento e nel giardino, lungo strada, ben visibili dalla strada  trafficata. 

 Nel frattempo realizzando diversi lavori e opere, si accorge di aver avviato un nuovo ed originale stile artistico, una tecnica e una filosofia tutta nuova. Nasce l’esigenza di definire questo nuovo stile. Siamo nel settembre del 2019 quando l’artista Giuliano Negretto nomina per la prima volta il termine ” Calorismo” come un nuovo stile.

 

Perché nasce

Dal continuo sviluppo di lavori e di opere d’arte, un fiume in piena per quel che riguarda le idee originalissime come pure la vastità di produzione che riesce a realizza personalmente l’artista, lavori e opere ben distinguibili dove si intravedeva un particolare denominatore comune in tutti i vari lavori. Scrutando attentamente, l’artista notò il colore nei suoi vari lavori, da subito non così evidente e scontato come lo si può ora notare. Il colore che veniva realizzato proprio con il calore della fiamma. Da questa attenta osservazione nasceva il Calor associato ad -ismo come una corrente artistica .

Il Calorismo nasce proprio per l’esigenza di distinguersi dalle attuali correnti artistiche che non rispecchiano né le tecniche né la filosofia di Giuliano, perchè si tratta di un stile unico, ben distinguibile e diverso da ogni altro stile esistente.

Quadro Storico

In un periodo dove tutto è meccanizzato ed elettronico, dove si fa tutto al computer mentre la manualità sta sempre più scomparendo, dove non viene più insegnata ai giovani l’esperienza manuale e tanto meno viene tramandata da padre in figlio come si usava un tempo, ma dove il mondo del digitale e del guadagnare senza far fatica ha preso il sopravvento, si contrappone una ricerca angosciante e disperata di personale, di ragazzi che abbiano semplicemente il desiderio di lavorare e imparare un mestiere manuale, che non richiede esperienza pregressa.

Questo avviene in tantissimi settori artigianali. Anche nelle scuole ci sono meno iscritti in questi settori artigianali.

Si è perso totalmente l’interesse nelle attività lavorative manuali. Troppo impegno in proporzione al ritorno che ci si aspetta: forse è questo il punto di vista dei giovani, e forse non hanno tutti i torti. Dal resto avviare un’ attività in questo momento storico è da temerari. Tasse, normative, permessi, sicurezze e burocrazie che demotivano chiunque vorrebbe intraprendere un’attività. La direzione politica favorisce molto poco o per nulla le micro e piccole imprese. I pilastri della nostra storia lavorativa, sociale e culturale, si stanno via via decimando in questo particolare periodo storico. Nel campo artistico il “far arte” è spesso concettuale, provocazioni con installazioni o con l’uso inconsueto di certi materiali e tecnologie, è diventato il nuovo gusto artistico. Probabilmente anche questo deriva dal fatto che c’è meno esperienza pratica, mancano prodotti artistici che siano la testimonianza di quella manualità eccelsa tipica degli grandi Artisti Italiani di un tempo. L’arte è divenuta più concettuale, e molto, molto meno manuale.

I valori

C’è la necessità di ritornare a riscoprire la grande maestria, di cui la storia è piena, la manualità abbinata all’esperienza ed il gusto estetico tipico della cultura italiana. Questo è il ruolo del Calorismo: rimettere in campo la nostra storia e maestria, ma questa volta con materiali attuali e indistruttibili, i più resistenti all’usura, il tutto abbinato ad un certo gusto estetico, con un ottima maestria, con un certo gusto estetico e di eleganza.

Per questo motivo che Negretto, come una perla rara,  nutre di grande esperienza artigianale che associata alla sua genialità e al suo gusto artistico riesce ad ottenere risultai unici e superlativi, ben riconoscibile dalla sua vasta produzione.

Gli obiettivi

L’obbiettivo principale è quello di suscitare emozioni positive e curiosità a chi  possiede o a chi  osserva tali opere. Trasmettere del vero Calore di emozioni. Voler dare forza, brio, gioia per affrontare la vita, dato che molte sono le difficoltà che accompagnano l’uomo ogni giorno. Il Calorismo vuole essere un vero e tangibile supporto artistico ed estetico a favore del miglioramento dell’ambiente che circonda le persone. Come ogni vera forma d’arte, l’artista intende innalzare il tono emozionale della gente con le sue varie opere ed è per questo motivo infatti, che l’arte e il gusto estetico riveste un ruolo importante. Aiuta ed eleva le persone che ne possono beneficiare. Questi importanti obiettivi sono da Negretto ottenuti anche attraverso il desiderio e la volontà come Artista, di rivalutare il territorio o le varie realtà che hanno contribuito a portare avanti certe culture di ogni specifico territorio.   

Le potenzialità

Le nuove tecniche, il nuovo stile del Calorismo si adatta a svariati usi. Infatti l’artista essendo molto versatile, realizza dai piccolissimi lavori di veri gioielli da indossare per passare a forme d’arredo di vario forme e dimensioni fino a quadri in acciaio e sculture da tavolo, ma anche da esterno per arrivare a Monumenti di grandi dimensioni, sempre con l’uso di acciaio inossidabile e metalli vari.

Opera rappresentativa

La farfalla del Calorismo in acciaio inox formata da tante gocce e poi sfiammata. 

Sin dall’inizio della sua carriera, l’artista iniziò a sviluppare tra i primi suoi quadri di acciaio, anche alcune farfalle con le embrionali tecniche che solo successivamente definì e nominò Calorismo. Da allora continuò a svilupparne sempre più, in varie forme e dimensioni, ma sempre ben distinguibili e uniche.

Nacque un legame che si dimostrò nel tempo sempre più forte e significativo. Molti sono i motivi per cui la farfalla si lega a questo percorso del Calorismo. La vitalità, che dona ad ogni spettatore mentre l’osserva volare, ma non di meno la sua vivacità, il suo colore e l’eleganza che emana nell’ambiente, in ogni posto che sfiora come avviene con le opere di Negretto.

La farfalla è anche simbolo di cambiamento, come fu la vita dell’artista il quale iniziò come artigiano Fabbro, praticando sin da giovane questo mestiere,  acquisendone ottime esperienze che permise una vera metamorfosi per divenire Artista dello stesso materiale, tutto rivisto da lui stesso con nuove tecniche e nuovi stili. Infatti non è più il consueto modo di vedere l’acciaio nelle classiche lavorazioni moderne, ma esiste anche questa altra metamorfosi dove lo stesso metallo prende più leggerezza e una certa vitalità, raggiungendo un livello di estetica inconfondibile nei vari lavori che l’artista realizza.

In occasione della mostra personale esposta nel Palazzo Ferro Fini di Venezia, sede del Consiglio Regionale Veneto dal 18/10/2022 al 30/11/2022, viene annunciato ed esposto la grande Farfalla, dalle dimensioni di 130 x 100 cm come Emblema Ufficiale del Calorismo, così che la possa raffigurare in tutti i suoi vari aspetti.